Marchi: deposito internazionale anche per l’Indonesia

Con l’adesione da parte dell’Indonesia al Protocollo di Madrid, da oggi 2 gennaio è possibile designare anche questo Paese mediante la procedura internazionale di registrazione dei marchi.

Attraverso un’unica domanda depositata presso la WIPO – con conseguente risparmio di costi e procedimenti – la registrazione internazionale consente con un unico deposito di raggiungere fino a 100 Paesi, producendo in ognuno di essi lo stesso effetto di una concessione della protezione nazionale.

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Marchi: deposito internazionale anche per la Thailandia

Con l’adesione da parte della Thailandia al Protocollo di Madrid, da oggi 7 novembre è possibile designare anche questo Paese mediante la procedura internazionale di registrazione dei marchi.

Attraverso un’unica domanda depositata presso la WIPO – con conseguente risparmio di costi e procedimenti – la registrazione internazionale consente con un unico deposito di raggiungere fino a 99 Paesi, producendo in ognuno di essi lo stesso effetto di una concessione della protezione nazionale.

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Marchio dell’Unione Europea: non solo un restyling del nome

A partire dal 23 marzo 2016 l’ufficio preposto alla registrazione di marchi e design nell’Unione Europea adotterà la denominazione di “Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale” (EUIPO) ed il marchio comunitario sarà finalmente chiamato “Marchio dell’Unione Europea”.

Il regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio, oltre al restyling legato ai nomi, interviene su aspetti sostanziali e procedurali della disciplina del marchio dell’Unione Europea.

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Marchi+ 2: al via le agevolazioni per le imprese che registrano marchi comunitari ed internazionali

Dal 1° febbraio 2016 è possibile presentare le domande di agevolazione previste dal Bando Marchi+ 2.
La misura è rivolta a micro, piccole e medie imprese che hanno depositato (a partire dal 1° febbraio 2015) o depositeranno un marchio comunitario o internazionale (fino all’esaurimento delle risorse stanziate, pari ad € 2.800.000,00).

La misura copre, oltre ai costi vivi di registrazione, anche i servizi specialistici forniti da avvocati e consulenti in proprietà intellettuale.

Sono infatti rimborsabili, nella misura dell’80% e fino al raggiungimento dei massimali previsti, le spese (effettuate partire dal 1° febbraio 2015) per la progettazione del marchio, l’assistenza per il deposito, le ricerche di anteriorità, le tasse di deposito, l’assistenza legale per le azioni di tutela del marchio in caso di opposizione/rifiuto/rilievi seguenti al deposito di una domanda di registrazione. Nel caso siano designati gli Stati Uniti e/o la Cina, il rimborso raggiunge il 90% con anche massimali più elevati.

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No alla registrazione come marchi degli stemmi: manca il carattere distintivo

Agli stemmi non può essere riconosciuto un carattere distintivo (e conseguentemente non possono essere registrati come marchi), dato che gli stemmi vengono utilizzati abitualmente in ambito commerciale a fini puramente decorativi, senza rivestire una funzione di marchio.

Tale tipologia di segno figurativo sarebbe percepito dai consumatori come una forma semplice e non come un marchio di impresa e non consentirebbe loro di distinguere i prodotti o i servizi del suo titolare da quelli delle altre imprese.

E’ il Tribunale dell’Unione Europea a dettare questo principio generale, pronunciandosi nel contenzioso tra la squadra di calcio del Barcellona (che chiedeva la registrazione come marchio del proprio stemma rappresentato dallo scudo, stilizzato e privo degli elementi interni) e l’UAMI (che aveva respinto la domanda di marchio comunitario).

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